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E' ufficiale: la nuova maggioranza targata AltraPsicologia ha coinvolto AssoCounseling in un gruppo di lavoro OPL creato ad hoc.
Ci chiediamo: che senso ha invitare al tavolo del nostro Ordine i rappresentanti dei counselor non-psicologi, coinvolgendoli così in un discorso paritario sulle rispettive competenze?
Ha preso il via la scorsa settimana il gruppo di lavoro sul counseling promosso dall'OPL (...).
Sono già emersi interessanti spunti di riflessione, in particolare rispetto alla definizione delle competenze di counselor e psicologi e alla definizione vera e propria della professione. (...)
Sicuramente da parte dell'Ordine è questo un messaggio distensivo, considerando che la precedente consiliatura si era posta in maniera del tutto diversa (ad esempio tentando di cavalcare una sentenza del Tribunale di Milano per esercizio abusivo).
Ringraziamo di questo la consigliera dell'Ordine Anna Barracco, che così facendo ha inteso proporre un momento di scambio significativo tra queste due realtà che, personalmente, non riteniamo affatto confliggenti.
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Cari Colleghi, cosa ne pensate? E' un segnale di eccessiva apertura/debolezza nei confronti di interlocutori che spesso si muovono sul filo del rasoio nel definire le proprie competenze rispetto a quelle dello Psicologo, o vi aspettavate che il nuovo corso dell'OPL fosse questo e che AltraPsicologia avrebbe adottato questa linea e lanciato questo "messaggio distensivo", tanto apprezzato da AssoCounseling?
E' sicuramente una novità che una primaria associazione professionale di counselor riesca a portare la propria voce all'interno di un gruppo di lavoro dell'OPL. In seguito alla pubblicazione dell'articolo "OPL: un Ordine pro-counselor?" ci è stato segnalato che AssoCounseling dichiara apertamente di essere stata coinvolta per quanto riguarda il gruppo di lavoro OPL sul counseling, di prossima istituzione.
Citiamo testualmente dal sitowww.assocounseling.it:
"Anna Barracco sarà la coordinatrice di un gruppo di lavoro che all'interno dell'OPL si occuperà di professioni affini alla psicologia, proprio a partire dal counseling. Il gruppo vedrà la partecipazione di AssoCounseling, interpellata in qualità di associazione professionale di categoria."
Sappiamo che una parte degli psicologi lombardi sono a favore dei counselor, per svariate ragioni.
Dubitiamo però che questa parte di colleghi coincida con quei 650 psicologi lombardi su circa 12.500 che, votando AltraPsicologia, hanno consentito a questa lista di conquistare la maggioranza al Consiglio dell’OPL.
Forse non tutti si sono resi conto di aver votato come nono nome nella lista di AP Anna Barracco, storica esponente del MoPI, storico movimento pro-counselor che sostiene ancora oggi – quando per gli psicologi il lavoro non è poi così abbondante - il famigerato “Progetto di integrazione” che “favorisce l’emergere di professioni in ambito psicologico che si affianchino a quella più specifica di psicologo” e “partecipa attivamente alla vita della categoria degli psicologi e delle categorie confinanti” (leggi: counselor).
Ci chiediamo allora: che piega potrà mai prendere la politica dell’OPL nei confronti dei counselor, se AltraPsicologia ha sostenuto come nono nome della propria lista una collega dalle idee molto chiare nella direzione del sostegno ai counselor? Quando la maggioranza era della SIPAP l’Ordine degli Psicologi della Lombardia ha imboccato la strada del contrasto a tutte le forma di abuso della Professione, nello scorso mandato (maggioranza AUPI) questa posizione si è decisamente affievolita...e oggi in che direzione stiamo andando?
Qualcuno può obiettare che la maggioranza potrà anche governare senza il voto della Barracco, avendo comunque 8 voti su 15 in Consiglio, ma allora: perché candidarla? (E qual è la reale posizione di AltraPsicologia su questi temi?).
Del resto, Anna Barracco non sembra destinata a rimanere nell'ombra, in un ruolo di secondo piano all'interno della nuova maggioranza: infatti, giovedì 11 febbraio è stata nominata membro della Commissione Etica e Deontologia Professionale dell'Ordine, fondamentale per la tutela interna e per l'immagine esterna della nostra Professione.
Stiamo a vedere e aspettiamo che i fatti smentiscano i nostri timori: in quel caso saremo lieti di darne notizia, avendo noi a cuore innanzitutto il bene della nostra Professione, indipendentemente da quale gruppo sia in grado di raggiungere questo obiettivo.