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- Intervista a Mariateresa Lupo
Leggendo il discorso di insediamento del nuovo Presidente dell'OPL, Mauro Grimoldi, siamo molto colpiti dall'affermazione:
"l'Ordine deve diventare a costo zero. Lo si fa garantendo una rete di servizi in convenzione, ad esempio un commercialista convenzionato, un abbonamento Internet e telefonico conveniente, un mutuo agevolato per i colleghi che hanno bisogno di una casa".
Da questo punto di vista l'OPL è già a "costo zero": da molti anni è possibile rientrare dei 140 euro dell'iscrizione anche solo usufruendo delle consulenze legali e fiscali gratuite istituite dalla maggioranza SIPAP nel 2000 e mai interrotte, oppure avvalendosi delle convenzioni per assistenza fiscale, cure dentali, acquisto di occhiali o libri, iscrizione in palestra, istituite dal Consiglio Uscente attraverso un apposito Gruppo di Lavoro, composto da due Consiglieri - una dei quali era Mariateresa Lupo, Coordinatore della Sipap Lombardia.
Queste convenzioni potranno essere incrementate, ma non capiamo quale novità ci sia nel "costo zero" promesso: per questo ci rivolgiamo a Mariateresa Lupo, consigliere OPL per 2 mandati, che ha visto nascere e crescere l'ambito delle convenzioni (o del "costo zero", se preferite).
-Dott.ssa Lupo, quando e come sono nate le convenzioni per gli iscritti OPL?
In modo "informale" una convenzione per i servizi fiscali esiste da più di 8 anni: infatti la presenza di un consulente fiscale al servizio degli iscritti presso la sede dell'Ordine è una iniziativa curata da me quando ricoprivo la carica di Tesoriere, durante la consiliatura 1999-2005 in cui la maggioranza dei Consiglieri riconosceva la propria appartenenza alla Sipap. Questo commercialista si era reso disponibile a mantenere, per gli psicologi che avessero voluto essere seguiti presso il suo studio, tariffe al limite consentito dal suo Ordine Professionale (non era ancora vigente la Legge Bersani-Visco che elimina i minimi tariffari). Durante il successivo quadriennio non mi risulta che la nuova maggioranza abbia eliminato o scoraggiato tale iniziativa.
Ho voluto soffermarmi in particolare su questa specifica area di servizio per colleghi perchè il problema del commercialista e del suo costo è forse al primo posto nell'elenco delle spese "difficili" per gli psicologi all'inizio della Professione.
Nel 2007 è, invece, stato formato un vero e proprio Gruppo di Lavoro Convenzioni per gli Psicologi: è stato voluto sia dal gruppo di consiglieri di maggioranza, sia da me, consigliere di "minoranza", realizzando così un'idea che risaliva a quando ero Tesoriere, ma che non avevo potuto avviare in quanto non si può realisticamente pensare di fare tutto nell'arco di una consiliatura.
Nel triennio 2007-2009 sono state vagliate almeno una cinquantina di proposte e di queste rese effettive almeno il 20%. Non è un lavoro semplice perchè l'Ordine ha il dovere di vigilare sulla serietà e sulla validità delle offerte, nonché, sulla effettiva utilità delle stesse. Anche il contatto e l'iter contrattuale con le strutture proponenti ha un necessario tempo di decorrenza. Questo Gruppo, inoltre, pur avendo avuto l'onore di avviare l'iniziativa, ne ha dovuto anche assumere l'onere dell'avviamento: costruzione di un iter burocratico, di format da seguire e rispettare, personale da istruire ad hoc, consulenza legale e fiscale su eventuali vincoli di cui tenere conto in quanto Ente Pubblico.
-Come mai sono in numero esiguo, per quanto interessino geograficamente buona parte degli iscritti, che vivono e/o lavorano nel milanese?
In parte credo di avere risposto prima a questa domanda. A fronte di un lavoro impegnativo, anche sul piano diplomatico, ci deve essere un risultato corposo, per questo fare convenzioni con strutture operanti sul territorio milanese è più semplice, ce ne sono di più e noi come Ordine possiamo garantire una maggiore utenza. Non dimentichiamo, infatti, che più della metà degli Psicologi Lombardi risiede e/o lavora a Milano e hinterland. Ciononostante ci siamo adoperati per cercare "agganci" anche nelle piccole provincie.
-Cosa pensa dell'idea di offrire mutui agevolati agli iscritti all'Ordine, che probabilmente permetterebbero un risparmio in assoluto più elevato rispetto alle altre tipologie di convenzione?
Per rispondere a questa domanda è necessario fare un percorso logico.
Per comprare casa o studio è necessario (per avere potere economico e per offrire garanzie alla banca) avere un introito, dimostrabile da una Busta Paga o da Modello Unico. In entrambi i casi, tranne rare eccezioni, i colleghi sono necessariamente iscritti all'ENPAP che da moltissimi anni consente di accedere a mutui in convenzione con una specifica Banca (non so se si può dire quale). Non escludo che tale convenzione possa avere dei limiti: lascia scoperta una parte di colleghi, se pur minima, e ha un tetto di copertura poco elevato. Un conto, tuttavia, è dire che si vuole migliorare ciò che abbiamo, altro è dire che si vuole CREARE qualche cosa che, invece, già esiste da moltissimi anni.
Quest'ultima considerazione mi fa venire in mente che:
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o AP fa delle proposte senza conoscere l'attuale e reale offerta in convenzione
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oppure: conosce la situazione e non vuole riconoscere il lavoro svolto da altri colleghi, di fatto disperdendolo insieme ai costi in termini di tempo e di soldi (degli iscritti)
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oppure: conosce la situazione e non utilizza tutti i suoi potenti mezzi informativi per far conoscere ai colleghi le attuali opportunità a loro favorevoli, in attesa di poterle migliorare.
Direi che è abbastanza per innescare una riflessione!!!
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