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Ad oggi la gran parte degli Psicologi che si laureano e si abilitano non trova sbocchi professionali appropriati, sia rispetto alla preparazione acquisita sia per quanto riguarda la possibilità di avere una retribuzione decorosa.
Chi di noi è più fortunato trova un posto da educatore o animatore, decisamente sottopagato, dove sfrutta in minima parte le competenze acquisite e, per dirla tutta, se le sfrutta oltre il dovuto esce fuori dai ranghi e rischia di perdere anche il posto...
Si continua allora a cercare master, corsi, scuole e quant'altro si trovi in giro di formativo che ci dia la possibilità di crescere professionalmente, nei casi più fortunati sostenuti economicamente dai familiari o da altri tipi di lavoro che non hanno nulla a che fare con ciò che si è studiato per anni.
Ecco allora che compare la Scuola di specializzazione...tanto per completare la nostra formazione (aggiungerei: così insicura ai nostri occhi...) soprattutto con la speranza, probabilmente vana, che la Scuola ci apra finalmente le tanto attese porte del lavoro... Gli Psicologi che si iscrivono ad una scuola di specializzazione devono rispettare un monte ore formativo di tirocinio all’anno costituito da 400 ore per le scuole pubbliche e circa 100-200 ore per le private.
In questi casi però, diversamente dal tirocinio post-lauream propedeutico all’Esame di stato, il tirocinio di specializzazione è svolto da Psicologi già professionisti che, con la supervisione di un Tutor, portano avanti e gestiscono i propri pazienti liberamente e svolgono complessivamente le attività riconosciute alla figura dello Psicologo nella struttura in cui operano.
Tutto questo però, in Italia avviene senza nessun compenso o rimborso e, perdipiù, pagando di tasca propria una polizza assicurativa privata per poter svolgere il tirocinio.
La ragione di ciò è che non viene assicurata nessuna borsa di studio dal MIUR e/o dal Ministro della Salute, diversamente da quanto avviene per le Scuole di Specializzazione Mediche in cui gli specializzandi medici ricevono considerevoli borse di studio per il lavoro svolto, o meglio…veri e propri stipendi, considerando che attualmente ammontano a 1756 euro netti mensili!
Ma...non è forse anche la nostra una professione sanitaria?
Non abbiamo forse pari dignità e diritti e doveri dei medici?
I fatti dicono di no.
Ed è pur vero però che, attualmente, la stragrande maggioranza delle risorse in ambito ospedaliero/sanitario continua ad essere rappresentata da tirocinanti, specializzandi e volontari psicologi, che spesso sono spinti a prolungare il loro operato per molte più ore del dovuto: in questo modo offrono le loro competenze e il loro lavoro in maniera completamente gratuita, con la vana e ingannevole speranza che un giorno i loro sforzi e il loro impegno saranno ricompensati da un’assunzione!! Ma quante volte questo accade? E per quanto potrà ancora continuare una situazione che, oltre a non dare nessun motivo alle strutture pubbliche di cercare personale a pagamento, sottrae lavoro a chi esercita la professione nel proprio studio privato con grande difficoltà e precarietà?
Problemi di occupazione per gli Psicologi?
Forse non tutti sanno (o ricordano) che fino a una decina d'anni fa nelle ASL esistevano la figura del COADIUTORE e del COORDINATORE: entrambi erano Psicologi e non necessariamente anche Psicoterapeuti ed avevano funzioni di tipo tecnico.
Il Coordinatore era superiore al Coadiutore e ne coordinava il lavoro, ed entrambi si occupavano di colloqui, test, diagnosi.
Che fine hanno fatto?
Con i nuovi contratti pubblici, contestuali al passaggio da USSL ad ASL, il sindacato AUPI ha PROPOSTO, SOSTENUTO, SPINTO un accordo per l’inserimento in ASL della figura del DIRIGENTE PSICOLOGO: questi doveva avere una specializzazione di tipo pubblico (universitario) e, a causa del suo inquadramento, rappresentava un costo sicuramente maggiore rispetto a quello degli Psicologi non specializzati (percependo ovviamente uno stipendio da dirigente e potendo godere in prospettiva di una pensione decisamente maggiore in termini economici).
In quel momento tutti gli psicologi che stavano conseguendo altre specializzazioni - o che non avevano intenzione di prendere alcuna specializzazione - sono stati esclusi dalla possibilità di assunzione da parte del SSN. In seguito a questo cambiamento lo Psicologo non specializzato è scomparso dal pubblico, con conseguente calo occupazionale e svalutazione delle competenze dello Psicologo che fino a quel giorno si era occupato di diagnosi e colloqui di consultazione e sostegno (e che continua a farlo, ma non più all’ASL).
Inutile dire che sono oggi rarissimi i concorsi per psicologi psicoterapeuti dirigenti, divenuti un costo per le ASL che ormai preferiscono ripiegare su poche consulenze a termine e moltissimo lavoro gratuito fornito dai tirocinanti.
Dai dati ufficiali dell’AUPI sui concorsi tenutisi dal 2004 ad oggi* si contano 39 posti in 6 anni in TUTTA la Lombardia, cioè 6,5 assunzioni all'anno! Tutto questo a fronte di quasi 900 nuove iscrizioni annuali di Psicologi all’Ordine della Lombardia.
Che ormai siamo (quasi) tutti liberi professionisti non è una novità, ma questi dati avvalorano una volta di più il nostro invito a non riconfermare alla guida dell’Ordine i rappresentanti di quei pochissimi Psicologi che lavorano nel pubblico, e a riflettere bene su quanto valga la pena di effettuare volontariati interminabili presso istituzioni che non garantiscono un futuro lavorativo se non ad una percentuale irrisoria di colleghi.
Ricordiamo che chi intende votare per corrispondenza deve affrettarsi a richiedere le schede per il voto, poichè queste devono giungere compilate all'Ordine entro le 18 del 22 dicembre, giorno della prima convocazione delle votazioni.
IMPORTANTE NOVITA': dopo aver richiesto e ricevuto le schede è possibile evitare lungaggini per l'autentica della firma e per la spedizione delle schede recandosi dai NOTAI incaricati dall'Ordine per lo svolgimento di entrambi i compiti (autentica e consegna delle schede al seggio).