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L'associazione di genitori adottivi e affidatari "La Gabbianella" ha lanciato una petizione a sostegno di una proposta di modifica della legge sull'adozione che, se approvata, consentirebbe di tutelare i rapporti instaurati fra minore affidato e genitori affidatari permettendo la permanenza nella famiglia affidataria in caso di adozione del minore, o agevolando il mantenimento di rapporti affettivi instauratisi anche nel caso in cui la famiglia adottiva sia diversa da quella affidataria.
Attualmente infatti un minore in affido può essere adottato da una famiglia differente da quella presso cui ha trascorso il periodo di affidamento: secondo i genitori de "La Gabbianella" i genitori affidatari dovrebbero avere la precedenza, in quanto un minore in affido da anni si è presumibilmente inserito nella nuova realtà famigliare e permettere che sia adottato da un'ulteriore famiglia, a lui totalmente estranea, potrebbe rivelarsi una soluzione traumatica (o comunque meno favorevole rispetto all'adozione da parte degli affidatari)
Di tutt'altro avviso l'AiBi, che sostiene invece che dare la precedenza nell'adozione ai genitori affidatari rappresenta una "risposta illusoria" che agevolerebbe unicamente il desiderio di genitorialità dell'adulto, e non farebbe il bene del minore. Questa possibilità rischerebbe anzi di creare confusione fra l'istituto dell'affido e quello dell'adozione, che si basano su presupposti differenti e hanno obiettivi distinti e ben precisi.
Segnaliamo che le due differenti posizioni sono visibili rispettivamente sul sito dell'AiBi e sul sito de "la Gabbianella", tramite cui è possibile anche firmare la petizione su questo argomento, che rimanda alla seguente proposta:
Petizione al Parlamento Italiano “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento” Si propone di inserire il testo seguente in calce all'articolo 4, comma 5, della legge 184/83 come riformata dalla legge 149/01:
“Qualora l'affidamento di un minore si risolva in un’adozione, a causa del mancato recupero della famiglia d'origine, vanno protetti i rapporti instauratisi nel frattempo tra affidati e membri della famiglia affidataria. Va quindi favorita la permanenza del bambino nella famiglia in cui egli già si trova; ove ciò non sia possibile, va comunque tutelato il mantenimento di un rapporto affettivo con la famiglia affidataria, nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni dagli operatori, dopo aver ascoltato la famiglia affidataria stessa e la futura famiglia adottiva.”
"COSTRUIRE PREVIDENZA/AUPI" INIZIA L'OPERAZIONE DI SMANTELLAMENTO DELLE TUTELE SOCIALI PER I LIBERI PROFESSIONISTI
“Come tutte le più belle cose, vivesti solo un giorno come le rose”: così cantava De Andre’ nella “Canzone di Marinella”. Altrettanto effimera è stata la convenzione relativa all’Assistenza Sanitaria Integrativa ENPAP stipulata quando all’interno dell’ente, grazie alla Sipap, esisteva ed era forte la rappresentanza dei LIBERI PROFESSIONISTI.
L’unico atto significativo del nuovo CdA, a totale rappresentanza AUPI, dopo un anno di immobilità e silenzio, è proprio quello di annullare la convenzione stipulata con l’EMAPI a carico dell’Ente, la quale garantiva una copertura assicurativa per il rimborso di operazioni per gravi eventi morbosi o per lunghi periodi di ricovero legati a malattie serie.
Un atto di cui probabilmente la stessa amministrazione dell'ENPAP si vergogna dato che non si è neanche degnata di darne notizia ai propri iscritti i quali hanno dovuto apprendere questa triste novità addirittura dalla presidenza della CAMPI (ente di mutua assistenza per gli psicologi).
Dal 16 aprile gli psicologi liberi professionisti che vorranno continuare ad avere la questa copertura assicurativa se la dovranno pagare di tasca propria.
Sottolineiamo che questa misura peggiorativa colpirà solo i liberi professionisti, mentre gli psicologi pubblici dipendenti rappresentati dall’AUPI continueranno a giovare di tutte le tutele garantite dall’INPS.
Per chi non lo ricordasse, dal 2007 l’Ente aveva stipulato una convenzione con l’EMAPI pagando un premio assicurativo per ogni suo iscritto, il quale così si vedeva riconosciuto il diritto di rimborso delle spese, fino a 360 mila euro, per consulti medici specializzati, operazioni chirurgiche e/o ricoveri ospedalieri resisi necessari a causa di una grave patologia.
Quando ancora i liberi professionisti fanno i conti con l’onda lunga della crisi economica del 2008 e con la mina vagante degli studi di settore, un’altra tegola cade su di loro aggravando ulteriormente una situazione gia' fortemente compromessa.
Durante la campagna elettorale in vista delle elezioni ENPAP 2009 avevamo sottolineato più e più volte l’importanza di andare a votare compatti per l’unica coalizione, “Insieme per la professione”, che si poneva in difesa dei liberi professionisti, per evitare che un Ente nato e cresciuto per tutelare i liberi professionisti, cadesse in mano ad una coalizione che storicamente è l’antitesi della libera professione. Purtroppo il nostro appello è stato inascoltato, la stragrande maggioranza dei liberi professionisti non ha votato, mentre i pubblici dipendenti compatti hanno sostenuto il loro sindacato.
Oggi paghiamo cara questa inerzia e siamo tutti un po' più poveri e precari! Ed è legittimo domandarsi che ne sarà, nei prossimi 3 anni di mandato, delle altre forme di assistenza attualmente erogate dall’ENPAP. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi alle/ai colleghe/i dell’Abruzzo in merito a quanto hanno dovuto penare per vedersi riconosciuta l’indennità di inattività a seguito del terremoto che ha drasticamente interrotto la loro attività.
La speranza è quella di ritrovare la capacità di indignarsi, la determinazione a protestare e la volontà di partecipare che oggi sembrano sopite nei nostri colleghi!
Articolo tratto dalla Newsletter nazionale della SIPAP Società Italiana Psicologi di Area libero Professionale - P.le degli Eroi, 16 - 00136 Roma - +39. 06. 39745507 - newsletter@sipap.org - www.sipap.org
Il ministro Alfano ha convocato per il 15 aprile gli stati generali delle Professioni e in quell'occasione incontrerà i rappresentanti dei 24 Ordini professionali attualmente esistenti in Italia.
Sono esclusi dal tavolo i rappresentanti delle professioni non ordinate e non protette dalla legge, ma rappresentate unicamente da associazioni private, come i counselor (si veda il sito di Assocounseling per un commento).
Durante il confronto fra il ministro e i Professionisti saranno ridiscusse le norme introdotte nel 2006 dal Decreto Bersani, che hanno riguardato sotto diversi aspetti l'attività dei professionisti, per valutare la possibilità di cancellare alcune decisioni come ad es. quella di abolire i minimi tariffari (ma non i massimi).
A questo proposito il ministro Alfano sarebbe orientato a reintrodurre le tariffe minime, poichè la loro abolizione non avrebbe giovato ai consumatori ma danneggiato i piccoli professionisti (in particolare i giovani), non avendo esercitato pressochè alcuna influenza sulle tariffe praticate dai grandi studi, ma avendo innescato un meccanismo di concorrenza al ribasso che avrebbe inciso negativamente sulla qualità dei servizi offerti.