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News
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sabato 13 marzo 2010 |
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E' ufficiale: la nuova maggioranza targata AltraPsicologia ha coinvolto AssoCounseling in un gruppo di lavoro OPL creato ad hoc.
Ci chiediamo: che senso ha invitare al tavolo del nostro Ordine i rappresentanti dei counselor non-psicologi, coinvolgendoli così in un discorso paritario sulle rispettive competenze?
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Ha preso il via la scorsa settimana il gruppo di lavoro sul counseling promosso dall'OPL (...).
Sono già emersi interessanti spunti di riflessione, in particolare rispetto alla definizione delle competenze di counselor e psicologi e alla definizione vera e propria della professione. (...)
Sicuramente da parte dell'Ordine è questo un messaggio distensivo, considerando che la precedente consiliatura si era posta in maniera del tutto diversa (ad esempio tentando di cavalcare una sentenza del Tribunale di Milano per esercizio abusivo).
Ringraziamo di questo la consigliera dell'Ordine Anna Barracco, che così facendo ha inteso proporre un momento di scambio significativo tra queste due realtà che, personalmente, non riteniamo affatto confliggenti.
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Cari Colleghi, cosa ne pensate? E' un segnale di eccessiva apertura/debolezza nei confronti di interlocutori che spesso si muovono sul filo del rasoio nel definire le proprie competenze rispetto a quelle dello Psicologo, o vi aspettavate che il nuovo corso dell'OPL fosse questo e che AltraPsicologia avrebbe adottato questa linea e lanciato questo "messaggio distensivo", tanto apprezzato da AssoCounseling?
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sabato 27 febbraio 2010 |
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E' sicuramente una novità che una primaria associazione professionale di counselor riesca a portare la propria voce all'interno di un gruppo di lavoro dell'OPL. In seguito alla pubblicazione dell'articolo "OPL: un Ordine pro-counselor?" ci è stato segnalato che AssoCounseling dichiara apertamente di essere stata coinvolta per quanto riguarda il gruppo di lavoro OPL sul counseling, di prossima istituzione.
Citiamo testualmente dal sito www.assocounseling.it:
"Anna Barracco sarà la coordinatrice di un gruppo di lavoro che all'interno dell'OPL si occuperà di professioni affini alla psicologia, proprio a partire dal counseling. Il gruppo vedrà la partecipazione di AssoCounseling, interpellata in qualità di associazione professionale di categoria."
(da http://www.assocounseling.it/approfondimenti/articolo.asp?cod=190)
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venerdì 26 febbraio 2010 |
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- Intervista a Mariateresa Lupo
Leggendo il discorso di insediamento del nuovo Presidente dell'OPL, Mauro Grimoldi, siamo molto colpiti dall'affermazione:
"l'Ordine deve diventare a costo zero. Lo si fa garantendo una rete di servizi in convenzione, ad esempio un commercialista convenzionato, un abbonamento Internet e telefonico conveniente, un mutuo agevolato per i colleghi che hanno bisogno di una casa".
Da questo punto di vista l'OPL è già a "costo zero": da molti anni è possibile rientrare dei 140 euro dell'iscrizione anche solo usufruendo delle consulenze legali e fiscali gratuite istituite dalla maggioranza SIPAP nel 2000 e mai interrotte, oppure avvalendosi delle convenzioni per assistenza fiscale, cure dentali, acquisto di occhiali o libri, iscrizione in palestra, istituite dal Consiglio Uscente attraverso un apposito Gruppo di Lavoro, composto da due Consiglieri - una dei quali era Mariateresa Lupo, Coordinatore della Sipap Lombardia.
Queste convenzioni potranno essere incrementate, ma non capiamo quale novità ci sia nel "costo zero" promesso: per questo ci rivolgiamo a Mariateresa Lupo, consigliere OPL per 2 mandati, che ha visto nascere e crescere l'ambito delle convenzioni (o del "costo zero", se preferite).
-Dott.ssa Lupo, quando e come sono nate le convenzioni per gli iscritti OPL?
In modo "informale" una convenzione per i servizi fiscali esiste da più di 8 anni: infatti la presenza di un consulente fiscale al servizio degli iscritti presso la sede dell'Ordine è una iniziativa curata da me quando ricoprivo la carica di Tesoriere, durante la consiliatura 1999-2005 in cui la maggioranza dei Consiglieri riconosceva la propria appartenenza alla Sipap. Questo commercialista si era reso disponibile a mantenere, per gli psicologi che avessero voluto essere seguiti presso il suo studio, tariffe al limite consentito dal suo Ordine Professionale (non era ancora vigente la Legge Bersani-Visco che elimina i minimi tariffari). Durante il successivo quadriennio non mi risulta che la nuova maggioranza abbia eliminato o scoraggiato tale iniziativa.
Ho voluto soffermarmi in particolare su questa specifica area di servizio per colleghi perchè il problema del commercialista e del suo costo è forse al primo posto nell'elenco delle spese "difficili" per gli psicologi all'inizio della Professione.
Nel 2007 è, invece, stato formato un vero e proprio Gruppo di Lavoro Convenzioni per gli Psicologi: è stato voluto sia dal gruppo di consiglieri di maggioranza, sia da me, consigliere di "minoranza", realizzando così un'idea che risaliva a quando ero Tesoriere, ma che non avevo potuto avviare in quanto non si può realisticamente pensare di fare tutto nell'arco di una consiliatura.
Nel triennio 2007-2009 sono state vagliate almeno una cinquantina di proposte e di queste rese effettive almeno il 20%. Non è un lavoro semplice perchè l'Ordine ha il dovere di vigilare sulla serietà e sulla validità delle offerte, nonché, sulla effettiva utilità delle stesse. Anche il contatto e l'iter contrattuale con le strutture proponenti ha un necessario tempo di decorrenza. Questo Gruppo, inoltre, pur avendo avuto l'onore di avviare l'iniziativa, ne ha dovuto anche assumere l'onere dell'avviamento: costruzione di un iter burocratico, di format da seguire e rispettare, personale da istruire ad hoc, consulenza legale e fiscale su eventuali vincoli di cui tenere conto in quanto Ente Pubblico.
-Come mai sono in numero esiguo, per quanto interessino geograficamente buona parte degli iscritti, che vivono e/o lavorano nel milanese?
In parte credo di avere risposto prima a questa domanda. A fronte di un lavoro impegnativo, anche sul piano diplomatico, ci deve essere un risultato corposo, per questo fare convenzioni con strutture operanti sul territorio milanese è più semplice, ce ne sono di più e noi come Ordine possiamo garantire una maggiore utenza. Non dimentichiamo, infatti, che più della metà degli Psicologi Lombardi risiede e/o lavora a Milano e hinterland. Ciononostante ci siamo adoperati per cercare "agganci" anche nelle piccole provincie.
-Cosa pensa dell'idea di offrire mutui agevolati agli iscritti all'Ordine, che probabilmente permetterebbero un risparmio in assoluto più elevato rispetto alle altre tipologie di convenzione?
Per rispondere a questa domanda è necessario fare un percorso logico.
Per comprare casa o studio è necessario (per avere potere economico e per offrire garanzie alla banca) avere un introito, dimostrabile da una Busta Paga o da Modello Unico. In entrambi i casi, tranne rare eccezioni, i colleghi sono necessariamente iscritti all'ENPAP che da moltissimi anni consente di accedere a mutui in convenzione con una specifica Banca (non so se si può dire quale). Non escludo che tale convenzione possa avere dei limiti: lascia scoperta una parte di colleghi, se pur minima, e ha un tetto di copertura poco elevato. Un conto, tuttavia, è dire che si vuole migliorare ciò che abbiamo, altro è dire che si vuole CREARE qualche cosa che, invece, già esiste da moltissimi anni.
Quest'ultima considerazione mi fa venire in mente che:
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o AP fa delle proposte senza conoscere l'attuale e reale offerta in convenzione
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oppure: conosce la situazione e non vuole riconoscere il lavoro svolto da altri colleghi, di fatto disperdendolo insieme ai costi in termini di tempo e di soldi (degli iscritti)
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oppure: conosce la situazione e non utilizza tutti i suoi potenti mezzi informativi per far conoscere ai colleghi le attuali opportunità a loro favorevoli, in attesa di poterle migliorare.
Direi che è abbastanza per innescare una riflessione!!!
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venerdì 26 febbraio 2010 |
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Forse chi ha votato AltraPsicologia non sa che...
Sappiamo che una parte degli psicologi lombardi sono a favore dei counselor, per svariate ragioni.
Dubitiamo però che questa parte di colleghi coincida con quei 650 psicologi lombardi su circa 12.500 che, votando AltraPsicologia, hanno consentito a questa lista di conquistare la maggioranza al Consiglio dell’OPL.
Forse non tutti si sono resi conto di aver votato come nono nome nella lista di AP Anna Barracco, storica esponente del MoPI, storico movimento pro-counselor che sostiene ancora oggi – quando per gli psicologi il lavoro non è poi così abbondante - il famigerato “Progetto di integrazione” che “favorisce l’emergere di professioni in ambito psicologico che si affianchino a quella più specifica di psicologo” e “partecipa attivamente alla vita della categoria degli psicologi e delle categorie confinanti” (leggi: counselor).
Ci chiediamo allora: che piega potrà mai prendere la politica dell’OPL nei confronti dei counselor, se AltraPsicologia ha sostenuto come nono nome della propria lista una collega dalle idee molto chiare nella direzione del sostegno ai counselor? Quando la maggioranza era della SIPAP l’Ordine degli Psicologi della Lombardia ha imboccato la strada del contrasto a tutte le forma di abuso della Professione, nello scorso mandato (maggioranza AUPI) questa posizione si è decisamente affievolita...e oggi in che direzione stiamo andando?
Qualcuno può obiettare che la maggioranza potrà anche governare senza il voto della Barracco, avendo comunque 8 voti su 15 in Consiglio, ma allora: perché candidarla? (E qual è la reale posizione di AltraPsicologia su questi temi?).
Del resto, Anna Barracco non sembra destinata a rimanere nell'ombra, in un ruolo di secondo piano all'interno della nuova maggioranza: infatti, giovedì 11 febbraio è stata nominata membro della Commissione Etica e Deontologia Professionale dell'Ordine, fondamentale per la tutela interna e per l'immagine esterna della nostra Professione.
Stiamo a vedere e aspettiamo che i fatti smentiscano i nostri timori: in quel caso saremo lieti di darne notizia, avendo noi a cuore innanzitutto il bene della nostra Professione, indipendentemente da quale gruppo sia in grado di raggiungere questo obiettivo.
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giovedì 18 febbraio 2010 |
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Gli antidepressivi sono inefficaci per l'80-90% dei pazienti?
Secondo le informazioni che il prof. Irving Kirsch ha ottenuto dalla FDA (l'ente statunitense che approva la commercializzazione dei farmaci) pare che l'approvazione alla vendita di 6 fra gli antidepressivi più diffusi (citalopram, fluoxetina, nefazodone, paroxetina, sertralina e venlafaxina) sia stata supportata dai dati di 47 studi clinici che non dimostravano l'efficacia di queste molecole, bensì la netta superiorità dei placebo in quanto ad effetti positivi sulla depressione dei pazienti esaminati.
Nel suo articolo 'I farmaci nuovi dell'imperatore: la disintegrazione del mito degli antidepressivi' il prof. Kirsch afferma infatti che solo in una minima parte dei casi (10-20%) gli effetti antidepressivi derivano dalla reale efficacia farmacologica della molecola somministrata, e che i medici ne sarebbero al corrente - continuando tuttavia a somministrare quegli antidepressivi che, secondo il JAMA, sono inutili se la depressione non è particolarmente grave e che, anzi, aumentano il rischio di ictus e morte nelle donne in menopausa, come affermato negli 'Archives of Internal Medicine', oltre al più volte segnalato aumento di suicidi fra soggetti già a rischio.
Il Professore afferma inoltre che la psicoterapia non solo è efficace, ma nel lungo periodo dimezza il rischio di ricadute ed è sempre più considerata come la migliore alternativa ai farmaci. Kirsch dice inoltre che "negli ultimi vent'anni ci hanno raccontato che tutto era dovuto alla serotonina. Ma i dati genetici e di laboratorio dimostrano che non è così. Così come lo dimostra il fatto che esistono antidepressivi che aumentano la serotonina (come la fluoxetina), altri che la diminuiscono (come la tianepina) e altri che non hanno alcun influenza su di essa, e il loro effetto è identico. Perché la serotonina non c'entra: ciò che funziona è l'effetto placebo".
Fonte: L'Espresso del 12 febbraio 2010 Bluff Depressione, di Agnese Codignola
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