Se vuoi sostenere le nostre attività, accedere ai servizi riservati ai Soci, entrare a far parte della SIPAP Lombardia e collaborare con noi clicca qui!

 
HOME arrow News arrow Studi di settore: revisione e adeguamenti
Studi di settore: revisione e adeguamenti Stampa
lunedì 08 giugno 2009

Pubblichiamo il resoconto del dott. Marco Nicolussi, Presidente dell’Ordine del Veneto e unico membro in quota SIPAP al Consiglio Nazionale dell’Ordine, sull’attività della Commissione degli Esperti per gli Studi di Settore della quale fa parte.
Il posticipo per motivi tecnici dell’adeguamento degli Studi non ha prodotto effetti sulla tassazione dei redditi del 2008, ma la Commissione invita comunque a non adeguarsi agli Studi attuali se il proprio reddito risulta incongruo e ad annotarne i motivi nell’apposito spazio sul modello per la dichiarazione di redditi.


Nella riunione straordinaria del 6 novembre scorso la Commissione degli Esperti per gli Studi di Settore (organismo che vede riuniti l’amministrazione finanziaria, la Società per gli studi di settore-Sose e le associazioni di categoria) ha deliberato di:
1. attivare un processo di monitoraggio della crisi economico-finanziaria in atto con l’intento di individuare interventi di revisione e correzione degli studi di settore applicabili all’anno 2008 – e che riguarderanno la dichiarazione Modello Unico 2009;
2. convocare nuovamente la commissione per valutare ed approvare i correttivi individuati ed esprimere un parere sulla capacità degli studi di rappresentare le diverse realtà operative a seguito della crisi.

Per quanto riguarda il punto 1 - da realizzarsi tra il mese di novembre 2008 e il mese di marzo 2009 - il percorso individuato si è articolato nelle seguenti fasi:
a) attività di ricerca e acquisizione di fonti sia interne (di carattere microeconomico reperite presso gli stessi contribuenti e associazioni di categoria e dalle comunicazioni annuali dati Iva) che esterne al sistema (di carattere macroeconomico e di settore fornite da istituti di ricerca ed esperti), ritenute più significative, al fine di fornire un attendibile quadro di riferimento della situazione economica che ha investito il paese nel 2008;
b) riscontro delle stesse informazioni contenute nei modelli di dichiarazione e nei modelli per gli studi di settore;
c) acquisizione segnalazioni dagli osservatori regionali sugli studi di settore;
d) compilazione da parte dei contribuenti interessati agli studi di settore di un questionario online nel sito
www.sose.it, attraverso il quale reperire una serie di elementi indicativi della crisi.

Nella riunione straordinaria del 2 aprile 2009 la Commissione degli Esperti Studi di Settore ha presentato lo studio sulla valutazione dell’impatto della crisi economica sui diversi settori economici. Ha poi illustrato una relazione tecnica contenente l’analisi dell’attività svolta nell’ambito del processo di revisione straordinaria degli studi e la struttura e le caratteristiche degli interventi specifici da porre in essere per l’anno 2008.
Infine ha approvato un documento di sintesi contenente anche indicazioni di comportamento da porre in essere in occasione della prossima dichiarazione dei redditi.

In sintesi è emerso che, dalla lettura e dall’analisi delle fonti informative reperite dalla Commissione (fonti di carattere macroeconomico e settoriale rese disponibili da enti di ricerca,  di carattere microeconomico aziendale comunicate dagli stessi contribuenti, comunicazioni annuali dei dati Iva/2009-anno di imposta 2008), la crisi non ha provocato le stesse conseguenze all’interno dei diversi comparti -  produttivi, commerciali, professionali - né all’interno di ciascuno dei diversi studi di settore.

La commissione pertanto – basandosi su una profonda analisi di tipo economico aziendale e coniugata all’applicazione di particolari tecniche statistiche - ha condotto alla individuazione di interventi correttivi degli studi di settore selettivi e non generalizzati ovvero alla individuazione di quattro tipologie di intervento ovvero:
1. una diversificazione di trattamento per i settori di produzione maggiormente esposti alla incontrollata fluttuazione dei prezzi relativi ad alcune materie prime (metalli, carburante ecc.);
2. uno specifico intervento verso quei settori per i quali è stata riscontrata una significativa alterazione delle variabili economiche e dei margini, in presenza di un tendenziale declino dei ricavi (esempio: settore tessile);
3. il terzo intervento, che riguarda tutti gli studi di settore, tende ad equilibrare il modello di stima dei ricavi/compensi, cogliendo situazioni di rigidità dello stesso in presenza di una sistematica contrazione dei ricavi/compensi;
4. il quarto intervento, infine, mira ad adeguare l’effetto dell’applicazione dell’analisi di normalità economica nei casi in cui i fattori e/o le situazioni oggetto di analisi risultino sensibilmente alterate per effetto della crisi (esempio: indicatore di durata delle scorte, valore aggiunto per addetto, resa oraria per addetto, redditività dei beni strumentali mobili);
I quattro interventi proposti dalla Commissione costituiscono la base per adeguare il software utilizzato per il calcolo dei ricavi presuntivi degli studi di settore (Gerico) applicabile già dalla prossima dichiarazione dei redditi 2008.
Ai contribuenti pertanto sarà consentito di valutare – in tempo utile e con il software Gerico aggiornato - la propria posizione in termini di normalità e congruità e, ove ritenuto opportuno, adeguarsi ai risultati dello studio in sede di dichiarazione.
Questi interventi sono stati comunque dichiarati “provvisori” in quanto soltanto l’acquisizione delle dichiarazioni per l’esercizio 2008 (Unico/2009) consentirà una completa ed approfondita analisi tale da garantire agli studi di settore un significativo livello di rappresentatività. E questa rivisitazione potrà essere fatta soltanto nel 2010, ovvero quando saranno disponibili i dati delle dichiarazioni 2008. Infatti, nonostante l’aggiornamento previsto del software Gerico tenga conto di questi interventi correttivi, potrebbe verificarsi a posteriori, nell’applicazione pratica, che non vengano recepite dagli studi tutte le conseguenze dell’elevata turbolenza registrata in alcuni settori di mercato e quindi si potrebbero creare situazioni di disallineamento fra ricavi dichiarati e ricavi risultanti dagli studi di settore, situazioni nelle quali i contribuenti non si potrebbero riconoscere (per esempio in casi dove, a fronte di maggiori ricavi realizzati nel 2008 rispetto al 2007, in conseguenza della crisi si sia in presenza di un minor margine di profitto).
È quindi importante sottolineare che la Commissione afferma che in questa situazione non dovrebbe essere fatto dai contribuenti nessun adeguamento agli studi ma che, nell’apposito spazio per le annotazioni nel modello dichiarativo, sarebbe opportuno ed utile dare ragione del mancato adeguamento.
Infine la Commissione raccomanda ad associazioni imprenditoriali e professionali di dare segnalazione alla stessa Commissione di situazioni particolari e ripetutamente riscontrate nelle quali si ritiene che il contribuente non debba adeguarsi. Ciò consentirà una raccolta sistematica di segnalazioni al fine di un monitoraggio degli effetti della crisi sul citato anno 2008 e di un conseguente eventuale ulteriore intervento sugli studi di settore.

OSSERVAZIONI SUGLI EFFETTI DELLA CRISI ECONOMICA SULLE PROFESSIONI E IN PARTICOLARE SUGLI STUDI DI SETTORE APPLICATI AGLI PSICOLOGI.
L’analisi degli effetti della crisi economica condotta dalla Commissione in riferimento al settore economico delle professioni riporta alcune perplessità, per esempio:
 il reddito dei professionisti viene determinato secondo il principio di cassa e non di competenza come avviene per le imprese. In conseguenza di ciò gli effetti della crisi economica possono venire occultati e/o ritardati, rispetto agli effetti causati sulle piccole e medie imprese, dall’incasso di compensi riguardanti prestazioni svolte negli anni precedenti;
 alcune fonti di studio della crisi utilizzate dalla Commissione, in particolar modo quella derivante dalle comunicazioni annuali dati Iva, evidenziano il dato del “fatturato” e non quello dell’”incasso”; pertanto per il settore professionisti, sempre per lo stesso motivo indicato nel punto precedente, i dati non risultano significativi in quanto le categorie professionali che effettuano operazioni esenti - come la nostra categoria, ma anche i medici - sono esonerate dalla presentazione della comunicazione annuale dati Iva.

Pertanto da queste fonti di analisi non emergono quei dati utili per lo studio degli effetti della crisi per la categoria delle professioni ed in particolari le professioni sanitarie come la nostra.

Proposta: per la nostra professione è indispensabile un monitoraggio continuo degli effetti della crisi e un’analisi attenta dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore. E quest’attività di monitoraggio dovrebbe essere promossa dal CNOP.

Marco Nicolussi
Referente CNOP Studi di settore

 

Commenti
Cerca
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >