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Novità dall'Europa sulle Medicine Non Convenzionali |
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domenica 14 dicembre 2008 |
Lo Psicologo potrà utilizzare l'Omeopatia?
Il nostro Socio Giovanni Carminati ci segnala la seguente notizia:
Le nuove direttive della comunità Europea, recepite dal Decreto Legislativo 6 Nov. 2007 n.206, cominciano a dare i propri frutti.Vi è noto, infatti che né l’O.M.S. né la Normativa Europea prevedono che le MNC (Medicine non Convenzionali, tra cui l’Omeopatia) siano di esclusivo appannaggio da parte del personale medico.Orbene, le due più prestigiose scuole italiane di omeopatia, quella di Verona e quella di Napoli, che precedentemente accettavano solo medici, veterinari e farmacisti, ora hanno aperto le porte anche ad altri professionisti. Ed esattamente:
• la scuola di Verona a tutti i laureati in discipline scientifiche (e non vi è dubbio che gli psicologi clinici e gli psicoterapeuti siano tra questi) e alle ostetriche
• la scuola di Napoli con maggiore momentanea prudenza ammette per ora come uditori i laureati in Biologia, Psicologia e il personale paramedico.
Sul tema delle medicine non convenzionali la SIPAP Lombardia è sempre stata attiva al fine di espandere le competenze reali, ma soprattutto quelle riconosciute, degli Psicologi italiani.Questa notizia può essere letta da più punti di vista. Al fine di stimolare la riflessione dei colleghi interessati all’integrazione tra psicologia e MNC, pubblichiamo alcune opinioni che abbiamo raccolto interpellando i nostri Soci e Tutor esperti in questo ambito.
Lo stesso dott. Carminati (psicologo, psicoterapeuta, omeopata e docente di omeopatia) commenta la notizia in modo positivo: “Questo non può che rallegrare tutti coloro che utilizzano queste tecniche terapeutiche nonché spingerli ad approfondire i propri studi al riguardo”.
Il prof. Claudio Viacava (psicologo, psicoterapeuta, biologo e naturopata) pur considerando la notizia come un discreto segnale, sottolinea i punti di criticità della situazione italiana: “esiste il rischio che sia solo una questione di “cassetta”, finalizzata ad avere cioè più iscritti. Va detto, infatti, che generalmente gli iscritti Medici a questi corsi sono pochissimi. Rimane comunque il problema di fondo: la legge italiana parla chiaro affermando che rimedio omeopatico è un “farmaco”. Purtroppo l’OMS e la UE non hanno giurisdizione sul territorio italiano per quanto riguarda le leggi in materia sanitaria e didattica e quindi di fatto non possono condizionare il legislatore. Si può solo sperare che una maggioranza parlamentare si accorga dell’errore insito nella legge voluta dal precedente governo, che ha infatti decretato “farmaco” l’Omeopatia anche se in essa non c’è presenza di materia o di principi attivi. Una legge quindi antiscientifica e pericolosissima. Di questo passo l’acqua informata o anche i “pensieri terapeutici” potrebbero essere definiti “farmaci” e quindi appannaggio della sola classe medica.”
Su posizioni critiche anche la dott.ssa Federica Brambilla (psicologa psicoterapeuta esperta in MNC): “Ero a conoscenza della possibilità di accesso a questa formazione, ma personalmente non l’ho mai valutata molto positivamente. I corsi a cui abbiamo accesso, come psicologi, sono molti, ma è il loro riconoscimento a mancare qui in Italia, contrariamente alla UE: chi frequenta questi corsi all’estero può esercitare, qui no. Rischia quindi di essere solo un business formativo.”
Il dott. Carminati, infine, condivide in parte le osservazioni e i timori dei colleghi. Il nostro Socio tiene poi a fare alcune precisazioni che dimostrano quanto lavoro ci sia ancora da fare in questo campo ancora così poco delineato.
Lavoro certamente per SIPAP, con le sue forze, ma soprattutto per l’Ordine Nazionale, in quanto interlocutore dello Stato, che speriamo diverrà sensibile a questo ulteriore campo di possibili competenze per gli Psicologi, come lo era stato l’Ordine della Lombardia guidato dalla SIPAP.
Ecco le puntualizzazioni di Carminati: ”a mio parere le considerazioni fatte dai colleghi riguardano la “prescrizione” del rimedio omeopatico e non l’esercizio della Professione che, non essendo regolamentata, è libera. Allo stesso tempo penso che più sono gli Psicologi diplomati in omeopatia e più vi è potere contrattuale anche a livello legislativo. Naturalmente diplomati nelle scuole serie, che prevedano almeno tre anni, 110 ore di lezione all’anno e la pratica clinica assistita in ambulatorio. A Milano vi sono una quindicina di scuole di omeopatia, ma solo tre hanno questi requisiti e solo una ammette gli Psicologi, quindi si spera che non sia solo un mero problema di “cassetta” (naturalmente mi riferisco alle scuole serie.). Che l’unione faccia la forza lo dimostra ciò che è successo ai Chiropratici che, ben organizzati, hanno ottenuto il primo riconoscimento nella finanziaria 2008 che istituisce il Registro dei Dottori in Chiropratica, cui possono iscriversi coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in Chiropratica (che esiste solo all’estero in una trentina di Università, di cui 17 negli USA) o titolo equivalente (non ancora specificato). Nessun accenno alla necessità di una laurea in medicina.”
La SIPAP Lombardia ringrazia i colleghi per il contributo al dibattito; se anche voi volete esprimere la vostra opinione o chiedere approfondimenti contattateci al seguente indirizzo: comunicazione@sipap-lombardia.it. Chi lo desiderasse sarà inoltre messo in contatto con i nostri esperti.
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